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VIAGGIO RIBELLE TOUR: il ritorno!

DAVIDE E LA SUA ROUNDBACK SOUNDSATION DI NUOVO A CASA!

 

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Una vespa, una tenda, un amplificatore e una roundback Soundsation…e la strada. Suona famigliare vero?

Dopo aver percorso 7500 km e più di 40 “concerti” in 8 stati europei, Davide è tornato a caso arricchito come non mai da un’avventura così incredibile. E a proposito… la sua acustica Soundsation si è comportata egregiamente resistendo alle intemperie a un paio di cadute accidentali senza battere ciglio!

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“Di nuovo a casa. Vi assicuro che tornare alla routine dopo un mese di fila “on the road” non è facile. Per niente. Ma ho appena passato una delle estati più belle della mia vita, ho avuto modo di confrontarmi con diverse culture e grazie alle tante esperienze mi sento cresciuto. Prima di tutto come persona, poi come cantautore e musicista. Un’esperienza indimenticabile. Da rifare”

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È stato un mese vissuto alla grande. Un concentrato di esperienze, situazioni e volti indimenticabili. Bei momenti e non solo. Non sempre tutto è andato per il verso giusto e, complice una pozza d’olio, abbiamo pure assaggiato l’asfalto Polacco. Fortunatamente nell’impatto la chitarra, il cantautore e la Vespa hanno retto!

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Molti ora mi chiedono: e il pubblico? Com’era la reazione della gente? Quello che posso dire è che non ho mai trovato indifferenza da parte del pubblico che, anzi, si è sempre dimostrato molto caloroso e amichevole. Non ho mai avuto problemi durante le esibizioni, tranne una volta, quando la polizia polacca mi ha fatto notare, molto gentilmente, che ero in una zona “protetta” in cui non si poteva suonare. Quasi rammaricata, la bionda poliziotta si è prodigata nel darmi consigli sui luoghi dove poter suonare liberamente.

Qualcuno invece mi chiede: lo rifaresti? La mia risposta è: lo rifarò. Anche se il tour 2014 non è ancora finito (rimane qualche weekend italiano) sto già lavorando al progetto 2015.

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Potrei dire che rimane il rammarico per una situazione meteorologica che è stata tutto tranne che ideale, invece dico che va bene così. Nei giorni di pioggia ho avuto modo di apprezzare meglio le realtà locali, gli usi e costumi dei luoghi che ho attraversato. Non mi ritengo ancora oggi un artista di strada nel senso comune del termine, mi vedo più come un cantautore che suona in posti “sbagliati”.

Qualcuno mi chiede: ci si può vivere? Non ho mai cercato la “moneta facile” in questo tour, ho cercato più il contatto con le persone, alla fine il mio scopo era quello di far conoscere la mia musica. Il fatto che qualcuno oggi mi scrive dicendomi di avere apprezzato il mio disco è una delle più grandi soddisfazioni che io possa avere.

Un grazie a Soundsation, alla redazione di Accordo e a tutti gli Accordiani che mi hanno seguito!

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